NO POTHO REPOSARE nella versione di Andrea Parodi

Episodio 12

Questo episodio è realizzato in collaborazione con il Festival Canzoni & Parole che si tiene a Parigi quest’anno per la sua quinta edizione, dal 19 al 24 maggio. È un festival dedicato alla canzone d’autore italiana e che promuove un lavoro pedagogico con alcune scuole parigine, al termine del quale gli studenti di lingua italiana presentano i loro progetti sulle canzoni di una selezione di artisti. Da notare che il festival porta all’attenzione anche musicisti di nuova generazione e non è cosa da poco, considerato che all’estero non siamo andati molto avanti dopo il celebre ritornello Sarà perché ti amo

Il focus del 2026 è la canzone sarda attraverso la figura di un artista talentuoso scomparso prematuramente 20 anni fa, Andrea Parodi, certamente noto ai più come cantante del gruppo Tazenda. Parodi era sardo con origine ligure, un connubio culturale felice come mostrano altri grandi della musica, per esempio il genovese Fabrizio de André che con la Sardegna aveva un legame speciale. La carriera di Andrea Parodi è indissolubilmente legata al gruppo Tadenza, che debutta nel 1988 con un album omonimo. Il loro stile è unico, mischia rock e tradizione, chitarre elettriche e strumenti locali come le launeddas. Diventano conosciuti al grande pubblico con la partecipazione a Sanremo nel 1991 al fianco di Pierangelo Bertoli. La loro Spunta la luna dal monte è rimasta ancora oggi nella memoria nazionale, un brano che mette insieme il sardo del testo originario intitolato Desamparados con la parte scritta in italiano da Bertoli.

Ma la canzone al centro di questo episodio è un vero gioiello della tradizione musicale sarda, molto amata anche fuori dall’isola. Fa parte del repertorio dei Tazenda e successivamente di Parodi nella sua carriera da solista, iniziata nel 1997 quando il cantante lascia il gruppo. Si tratta di No potho reposare, i cui testo e musica risalgono addirittura al 1915. Infatti, tutto ha origine a Nuoro, da una poesia d’amore scritta da un intellettuale che si chiamava Badore Sini, avvocato e scrittore, e questa poesia era intitolata A diosa, la dea, in italiano. Il testo viene poi prontamente musicato dal direttore della banda di Nuoro, Giuseppe Rachel, e la canzone inizia così il suo viaggio che la porta a noi oggi.

Non posso riposare, amore del cuore, dice l’autore, perché penso a te ogni momento. Ma non essere triste perché ti assicuro che desidero solo te.

Non posso riposare, amore del cuore,

sto pensando a te ogni momento

Non essere triste gioiello d’oro,

né in dispiacere o in pensiero

ti assicuro che bramo solo te,

che t’amo forte t’amo e t’amo e t’amo.


Non potho reposare amore ‘e coro

pensende a tie soe donzi momentu

no istes in tristura prenda ‘e oro

né in dispiachere o pensamentu

t’assicuro ch’a tie solu bramo,

ca t’amo forte t’amo e t’amo e t’amo

Quando Sini scrive questa poesia siamo negli anni della prima guerra mondiale, la città era in fermento perché gli uomini partivano al fronte ed è per questo che probabilmente i due amanti devono separarsi. Amore mio, gioiello da stimare, il mio affetto a te solo è dato; se avessi avuto le ali per volare, mille volte all’ora avrei volato; per venire almeno a salutarti, o solamente per vederti.

Amore meu prenda de istimare

s’affettu meu a tie solu est dau

s’are iuttu sas alas a bolare

milli bortas a s’ora ippo bolau

pro benner nessi pro ti saludare

s’attera cosa non a t’abbissare

Negli anni successivi No potho reposare è diventata un cult delle bande musicali della Sardegna e dei cori polifonici. È stata interpretata da numerosi artisti, a partire dalla mitica Maria Carta per arrivare a Gianna Nannini e Noa, che ne ha fatto una splendida versione in duetto con Andrea Parodi. Anche Mahmood l’ha inserita nella sua canzone T’amo, dedicandola alla madre che gliela faceva ascoltare sempre quando era bambino. Vale assolutamente la pena di scorrere il testo in sardo, la trascrizione si può trovare nel sito 6 canzoni, con testo in italiano a fronte, naturalmente.

TAG: Livello lingua italiana B2/C1/C2

BIOGRAFIA: Andrea Parodi nasce nel 1955 a Porto Torres, in Sardegna, da madre sarda e padre ligure. Con Gigi Camedda e Gino Marielli forma i Tazenda nel 1988. Resta con il gruppo fino al 1997 e poi inizia una carriera da solista debuttando con l’album Abacada nel 2002, un disco dalle sonorità etno-folk che mescola influenze del Mediterraneo e africane. Dalla collaborazione con il chitarrista newyorkese Al Di Meola nasce l’album del 2005 Midsummernight in Sardinia, da cui è tratta la versione di No potho reposare inserita in questo episodio.

Testo della canzone

Non potho reposare amore ‘e coro
pensende a tie so donzi momentu
no istes in tristura prenda ‘e oro
né in dispiachere o pensamentu
t’assicuro ch’ a tie solu bramo
ca t’amo forte t’amo e t’amo e t’amo

Si m’essere possibile d’anghelu
s’ispiritu invisibile piccabo
sas formas e furabo dae chelu
su sole e sos isteddos e formabo
unu mundu bellissimu pro tene
pro poder dispensare cada bene

No potho viver no chena amargura
lontanu dae tene, amadu coro,
a nudda balet sa bella natura
si no este accurtzu su meu tesoro
e pro mi dare consolu e recreu
coro, diosa amada prus’e Deu

T’assicuro ch’a tie solu bramo
ca t’amo forte t’amo, t’amo e t’amo

Non posso riposare

Non posso riposare, amore del cuore
sto pensando a te ogni momento
non essere triste gioiello d’oro
né in dispiacere né in pensiero
ti assicuro che bramo solo te
che t’amo forte t’amo e t’amo e t’amo

Se mi fosse possibile, assumerei
le sembianze d’un angelo, spirito invisibile,
e ruberei dal cielo il sole e le stelle per creare
un mondo bellissimo per te
per poterti regalare ogni bene

Non posso vivere, no, senza amarezza
lontano da te, cuore mio amato,
la bella natura non vale nulla
se il mio tesoro non mi sta accanto
a darmi consolazione e riposo
cuore mio, dea amata più di Dio

Ti assicuro che bramo solo te
che t’amo forte t’amo e t’amo e t’amo

COSTRUZIONE di Ornella Vanoni / Chico Buarque

Traduzione di Sergio Bardotti

Episodio 10

Costruzione è la versione italiana di una canzone del brasiliano Chico Buarque. Construçao, questo è il titolo originale. Ma Chico l’ha scritta tra il 1969 e il 1970, durante il suo esilio in Italia, a Roma, dove si trovava a causa del regime militare in Brasile. Questo episodio è un doppio omaggio, prima di tutto all’incontro felice tra la musica italiana e quella brasiliana. Ma anche all’artista italiana che ha rappresentato la voce di questo incontro, Ornella Vanoni.

Costruzione è la storia di una morte sul lavoro, la cronaca dell’ultimo giorno di un muratore che cade dall’impalcatura e si schianta a terra. Dall’inizio della canzone seguiamo l’uomo affrontare la sua giornata con gesti meccanici ma drammatici. Una dopo l’altra le quartine si incatenano, in una sequenza monotona e feroce nella sua semplicità, come fosse una preghiera.

Amò tutta la notte come fosse l’ultima / Baciò la donna sua come se fosse l’ultima / Ed ogni figlio suo come se fosse l’unico / E attraversò la strada col suo passo timido / Salì la costruzione come fosse macchina / Alzò sul ballatoio due pareti solide / Mattone per mattone, in un disegno magico / Con gli occhi pieni zeppi di cemento e lacrime / Sedette a riposare come fosse sabato / Mangiò pane e formaggio come fosse un principe / Bevette e singhiozzò come se fosse un naufrago / Ballò e gorgogliò come ascoltasse musica

Il testo è tradotto da un paroliere d’eccezione che era Sergio Bardotti. Bardotti ha mantenuto la qualità della lingua di Buarque, la retorica che consiste nell’uso di una similitudine in ogni verso. Ma nella seconda e nella terza strofa, nelle similitudini cambia l’ordine di alcune parole, la canzone viene scompigliata e messa letteralmente sottosopra.

La cosa artisticamente affascinante è che anche le parole, come i mattoni, diventano una costruzione. La canzone stessa è un edificio. E vediamo che, anche se cambia l’ordine delle parole, il risultato è lo stesso, il destino del lavoratore si compirà ugualmente.

L’interpretazione della canzone è affidata alla voce di Ornella Vanoni, personaggio anticonformista, donna brillante, ironica e passionale, innamorata della vita e dell’amore. Ornella ha rappresentato perfettamente la doppia anima del samba: felicità e tristezza, amarezza e dolcezza, la contraddizione della vita, la bellezza della nostalgia.

Ornella ha scelto di cantare Costruzione sul palco del primo maggio 2022, a Roma, per la festa dei Lavoratori. Una scelta importante e intelligente, proprio come lei.

Tag: Livello B2/C1, figure retoriche, morti bianche, musica d’autore

Nota biografica: Ornella Vanoni è stata una milanese doc, nata a Milano nel 1934 e scomparsa nella stessa città nel 2025. Ha debuttato come attrice al Piccolo Teatro con Giorgio Strehler ma poi ha scelto la strada della canzone. Ha cantato le canzoni della mala, ovvero la malavita milanese, poi è diventata indimenticabile con il successo L’appuntamento, grazie soprattutto a quella iconica frase iniziale “Ho sbagliato tante volte ormai…”.