Live a Milano – Dicembre 2016

Eccoci di nuovo in zona Jingle Bells. Approfittiamo di 6 concerti prima che, come tutti gli anni a Natale, salti in aria il mondo.


Yussef Kamaal  – Sabato 3 Biko

In due, londinesi made in Gilles Peterson, urban jazz


Lydia Lunch – Domenica 4 Circolo Magnolia

Riot, parlatrice, decisamente un personaggio


Madeleine Peyroux – Martedì 6, Blue Note

Retro, bluesy, antistress


Black Milk & Nat Turner – Mercoledì 7, Biko 

Fusion hip hop, underground, per chi non deve chiedere mai


Adam Carpet – Sabato 10, Serraglio

Elettropostrock, ipnotici, milanesi


XIU XIU plays the music of Twin Peaks – Domenica 11 Serraglio

Flippanti, notturni, con qualcuno che vi ama così come siete


Non vedi che lei non ci sta?

Chi l’avrebbe mai detto che nel 2016 la vita avrebbe tenuto in serbo per noi l’apericena, il momento della fusione a perdere di due concetti già belli e completi nella loro individualità: l’aperitivo prima e la cena dopo. Sarà che abbiamo fatto tutto e siamo nell’era dei post, non ci restano che nuove, raccapriccianti, combinazioni. Ma spesso è proprio all’apericena che può essere reperibile un certo tipo di esemplare piacione moderno. Ci vuole far credere di essere stato trascinato, infatti lui ha altri mille eventi molto meglio, però, già che c’è, arraffa nachos e insalata di farro e ammicca pure alle gambe del tavolo. Intanto voi, che sul serio siete stati portati di peso in quel locale, assistete alla scena scivolando nell’evidenza: non esistono più i piacioni di una volta. E peggio ancora, non esiste più neanche il sottofondo musicale all’altezza. Passi il farro, ma sopravviverete al remix buddha bar del best of Mengoni?

Invece, quando una trentina di anni fa si faceva sul serio, e si andava in discoteca o al pianobar, il piacione alfa esisteva davvero. Si chiamava Giuseppe Chierchia, alias Pino D’Angiò, made in Pompei. Nei primi anni ottanta viene buttato sul palco in camicia sbottonata su pelo increspato e sigaretta accesa tra le dita. Ha il riccetto malandrino e canta un rap mandrillo dal titolo Ma quale idea, il cui incipit L’ho beccata in discoteca con lo sguardo da serpente / Io mi sono avvicinato lei già non capiva niente è manifesto programmatico. Cronaca di un rimorchio, in sostanza. Riassumendo: lui la aggancia in discoteca, la raggira a squalo per un po’ e com’è come non è, riesce a portarsela a casa. Ma quando, ingrifatissimo, arriva al dunque, la seconda voce della canzone – un coro greco che anticipa la tragedia imminente – gli fa lo spiegone: ué Pino sveglia, lei non ci sta, secondo noi se continui a ballare è meglio.



Anche se la serata va in bianco, il disco diventa un successo internazionale che vende ben dodici milioni di copie nel mondo. Pino è disinvolto e brillante, è uno che nelle interviste scandisce il tempo schioccando le dita, è maestro di acchiappo. A scanso di equivoci il lato B del singolo viene chiamato Lezioni d’amore. La sua fama di cantautore piacione arriva fino a Mina, per la quale qualche anno più tardi si cimenta nell’abbordo da supermercato scrivendo la canzone Ma chi è quello lì, il cui video vanta una strepitosa partecipazione di Monica Vitti. Poi, nel 2005 è il gruppo hip hop romano Flaminio Maphia a omaggiarlo reinterpretando Ma quale idea in chiave discotecaro-romanesca con il titolo abbreviato in Che idea.



Nonostante questi attestati di stima, forse non è ancora stato fatto abbastanza in patria per rendere merito a tanto patrimonio nostrano. Perché magari in Italia Pino non l’abbiamo capito davvero, mentre all’estero Ma quale idea è entrata a fare parte dell’olimpo delle hit funk, quando nel 2003 è stata inserita nel DVD World Tribute to the Funk, compendio enciclopedico della Sony Music. Ora però, proprio in questo 2016 che quell’esordio folgorante compie 35 anni, e che Pino ha appena pubblicato un nuovo album – Dagli Italiani a Beethoven – sarà il caso di rimediare. Più che un suggerimento è un imperativo: Balla!

Live a Milano – Novembre 2016

Cadono le foglie ma si moltiplicano le serate a Milano. Sulla scia di questo slancio di generosità, inauguro qui uno spazio dedicato ai live. Ho fatto una selezione di 6 concerti che penso valga la pena provare. Mollate netflix, si parte stasera.


Suuns – Mercoledì 2, Biko

Canadesi, krautrockeggianti, da viaggi


Cate Le Bon – Giovedì 3, Magnolia
Visionaria, aerea, a volte canta in gallese

Ilahn Ersahin’s Istanbul Sessions – Venerdì 4, Santeria Social Club
Vibranti, jazzy, cose turco-newyorchesi

Sophia – Lunedì 7, Arci Bellezza
Ancora vivi, struggenti, acustici


Nicolas Jaar – Giovedì 24, Alcatraz
Galvanizzante, under 30, latino

Peaches – Lunedì 28, Magnolia
Su di giri, No Filters, oltre l’house