Live a Milano – Maggio 2018

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La vera musica è tra le note – metro lilla, Milano


Sons of Kemet – Giovedì 10, Biko

Londinesi, postcolonialisti, afrojazz


Cosmo Sheldrake – Giovedì 10, Serraglio

Allegrotto, elettronico, inglese


Tulipa Ruiz – Venerdì 11, Biko

Dal Brasile, sperimentatrice, bella voce


Black Milk – Sabato 12, Biko

Da Detroit, cento per cento black, una botta di energia


Be a Bear – Lunedì 14, Gattò

Da Bologna, ha fatto un album intero con l’iphone, giusto una capatina


Bryde,Martedì 15, Serraglio

Indissima, da Londra, con lui per imboscarsi

Live a Milano – Aprile 2018

Restiamo vivi a Milano: sarà pure Aprile ma c’è poco da dormire. Ecco la selezione della solita cricca di 6 concerti.


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Imarhan – Mercoledì 4, Ohibò

Dall’Algeria, psych-tuareg, se vi piacciono i Tinariwen


Bud Spencer Blues Explosion – Giovedì 5, Santeria

Analogici, rock blues, da Roma


L.A. Witch – Sabato 7, Ohibò

Tre belle streghette da Los Angeles, riverberose, goth garage


Erlend Øye – Martedì 10, Santeria

Un King of Convenience, simpatico, arioso


Shout Out Louds – Domenica 22, Ohibò

Indie pop, dalla Svezia, 15 anni di carriera


Metz – Lunedì 23, Magnolia

Dal Canada, post hardcore, prodotti da Steve Albini

Live a Milano – Marzo 2018

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Double Sided Octet al Garage Moulinski 

Come bonus ai 6 concerti aggiungo Slowdive domenica 4 e i Suuns venerdì 30. Buona primavera!


Bilal – Venerdì 2, Biko

Nu soul, ha collaborato con Robert Glasper e Kendrick Lamar, sexy groove


The Pains of Being Pure at Heart – Lunedì 5, Magnolia

Da New York, indie pop, belli freschi


Lee Ranaldo – Mercoledì 7, Magnolia

Classicone, dai Sonic Youth, almeno per dovere


Stella Maris – Sabato 10, Ohibò

Supergruppo, italiani, rassicuranti


Man Forever – Lunedì 12, Santeria Social Club

Sperimentazione e percussioni, ideazione di John Colpitts (batterista per Laurie Anderson), gratis


Phoenix – 20, Fabrique

Francesi, piacionissimi, ballabili

 

Live a Milano – Febbraio 2018

 

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Frank Zappa al Laghetto di Redecesio, Segrate, secondo Tanino Liberatore


Iron & Wine – Lunedì 5, Alcatraz

Indie folk, rilassato, deriva da un integratore dietetico contenente ‘Beef, Iron and Wine’


Bob Corn – Venerdì 9 – La Scighera

Aka Tiziano Sgarbi, folk, presenta anche il suo corto ‘Inagibile’ (sul post sisma in Emilia)


Son Lux – Lunedì 12, Magnolia

Raffinati, il cantante Ryan Lott è in una band con Sufjan Stevens, da studiare


Belle & Sebastian – Martedì 13, Fabrique

Dei classici, da Glasgow, tra chamber pop e twee


Vök – Lunedì 19, Serraglio

Dall’Islanda, se siete da Haelos e The XX , trip-Pop


Fever Ray – Martedì 20 – Fabrique

Karin Dreijer Andersson dei Knife, un filo angosciante, ma anche elettrizzante

Live a Milano – Gennaio 2018

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San Silvester Konzert, Milano sud


Colapesce – Giovedì 11, Santeria Social Club

Classico indie pop italiano, dalla Sicilia, limoni a pioggia


Omar Souleyman – Venerdì 12, Circolo Magnolia

Electro dabke, dalla Siria, per festival-matrimoni-trance


The Heliocentrics – Sabato 13, Biko Club

Collettivo UK di persone e di suoni, dall’ethio jazz al noise, sensuali

 


Blind Butcher – Lunedì 15, Gattò Milano

Da Lucerna, psich-kraut-rock, perché no


Cesare Malfatti + Jørgen Thorvald – Sabato 20, CSOA COX18

Dai La Crus all’elettronica, da Milano a paesaggi post industriali, per spaziare


Musica nel tennis – Sabato 20 e Sabato 27, Villa Necchi Campiglio

Una novità della classica, pomeridiana, il biglietto include visita della villa

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The Best is Yet to Come – Una playlist dal 2017

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17 x 17 x 1 ora e 7 minuti: una playlist di canzoni uscite nell’anno appena andato. Qualcosa di bello, perché invece il meglio deve ancora venire. A buoni intenditori poche parole…

 

Live a Milano – Dicembre 2017

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Milano, Dicembre 2017


Collettivo Kopuntu – Sabato 2, Macao

Fino a Martedì 5, Gezi Park e dintorni, interdisciplinare

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Ellen Arkbro e Sofia Jernberg – Domenica 3, Tempio Civico di San Sebastiano

Dalla Svezia, all’interno della rassegna Mashun momento di raccoglimento 


Roy Ayers – Giovedì 7, Dude Club

Vibrafonista, groovy, ottimo per rompere il ghiaccio


Pumarosa – Domenica 10, Magnolia

Da Londra, new wave-dance, all’album di esordio


Emidio Clementi e Corrado Nuccini – Domenica 10, Base

All’interno del festival Prima Diffusa, poetici, pomeridiani


Georgieness – Sabato 16, Santeria Social Club

Valtellinese, rocker, sanguigna

Live a Milano – Novembre 2017

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Palazzo Litta Cultura

Novembre avvampante e proponente due festival generosi: Jazz Mi e Linecheck (all’interno della Milano Music Week). Stavolta in particolare mi duole lasciare fuori dai soliti 6: Mulatu Astatke, Nick Cave, Lamb, Spoon, Fleet Foxes, Sun Ra Arkestra, Bill Frisell, Chilly Gonzales, The War on Drugs, Perfume Genius, Little Dragon.


Fink – Mercoledì 1, Magnolia

DJ dalla Ninja Tune, raffinato, trasversale


A Place to Bury Strangers – Sabato 4, Serraglio

Dark noise, americani, decennale dell’album di esordio quest’anno


Father John Misty (+ Weyes Blood) – Giovedì 16, Fabrique

Belloccio, molto anche troppo di moda, indie pop (+ belloccia, bella voce, molto forse troppo vintage)


Iosonouncane – Venerdì 24, Linecheck Festival, Base

Prog pop, materico, isolano


Thundercat – Sabato 25, Linecheck Festival, Base

Bassista, miscela black, nella playlist ‘piacionismi’ di livello


King Krule – Martedì 28, Magazzini Generali

Irriverente, un po’ depresso, molto personaggio

Live a Milano – Ottobre 2017

 

 

Meglio tardi che mai! L’ottobrata a Milano più che in gradi si misura in decibel e si manifesta a suon di appuntamenti musicali. (Tra gli altri, a questo giro sono rimasti fuori quelli con The Dream Syndicate e Mogwai).

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casa, ottobre 2017


Timber Timbre – Martedì 3, La Salumeria della Musica

Canadesi, decennali o poco più, Lynchiani


Cody ChesnuTT – Venerdì 6, Biko

Nu Soul, afro funk, al terzo album


August Child – Lunedì 9, Gattò

Child di nome e di fatto, made in UK, intimissimo


Goldfrapp – Giovedì 26, Fabrique

Un duo ormai classico ma elettronico, da Londra, l’ultimo video si fa notare


Madness – Sabato 28, Live Club Trezzo sull’Adda

La storia del 2 tone ska, con un album del 2016, che altro?


Mammút – Domenica 29, Serraglio

Islandesi, Bjorkiani solo a tratti, art pop

 

 

 

Musica + Libri #2 – ‘Diario del Rolling Thunder (Dylan e la tournée del 1975)’ di Sam Shepard

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Sam Shepard, Diario del Rolling Thunder, 2005 – fotografie di Ken Regan

Da qualche anno questo libro fa su e giù per gli scaffali della mia libreria cercando di vincere la mia eterna reticenza verso Bob Dylan. Me lo sono accaparrato nel periodo in cui collaboravo con le edizioni Cooper – pace all’anima loro. Stavolta lo tengo serrato tra le mani.

Il Diario del Rolling Thunder è il racconto del leggendario tour che Bob Dylan fece nell’autunno del 1975 dal punto di vista di Sam Shepard, autore e attore dalle molteplici risorse e bellezze. Dylan lo ingaggiò per scrivere un fantomatico film che non vide mai la luce, almeno non nella formula pensata in origine, con i dialoghi scritti da Shepard e tutto il resto a marchio Dylan. Il tour fu concepito come una specie di spettacolo circense, un varietà da portare in giro negli stati americani del New England (la patria dei Padri Pellegrini). Vi prese parte un’infilata di nomi da leccarsi i baffi: Bob Dylan, T-Bone Burnett, Joan Baez, Joni Mitchell, Muhammad Ali, Allen Ginsberg, Arlo Guthrie eccetera eccetera… 

Nonostante sia un resoconto frammentario che rincorre le stravaganze di una carovana di matti – come annuncia Shepard nell’introduzione – il libro ha il pregio di comporre un quadro vivissimo della generazione di artisti che hanno fatto, ma anche combattuto, la Storia durante gli anni sessanta e settanta. Un ritratto tanto ricco di suggestioni e sfumature da rendere lampante il perché allora l’autore fosse acclamato come enfant prodige della scrittura teatrale. C’è lo scetticismo dello Shepard cowboy da un lato, all’inizio, quando nel pieno del trasloco nel suo ranch in California viene reclutato per entrare nel tour. C’è la gigantografia di Dylan dall’altro, con i capricci da star e le smanie di anticonformismo (come la scelta di suonare nelle piccole sale da concerto). È già il Dylan arcinoto per essere un grande bluff e più Shepard procede confuso e straniato in questa avventura più Dylan governa la scena con pieno controllo delle sue ambiguità. 

Il filtro dell’autore è una lente che rivela le cose con naturalezza. Porta il lettore a immergersi direttamente nell’esperienza. “Mi sento tipo ‘ci sono!'” esclama quando si trova per la prima volta di fronte ai personaggi coinvolti nel tour, “È una collezione, in cui a ogni singolo elemento si potrebbe costruire attorno un’intera band”. Esserci significa anche cercare un posto nella Storia: “Non è una delle tante tournée di musica, bensì un pellegrinaggio. Stiamo cercando noi stessi da qualche parte.” Tra il passato folle ma strutturato di un’America cieca e un presente che fugge.

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Poi c’è la musica, e ancora di più in questo caso ci sono i testi e le vicende che raccontano. Il Rolling Thunder è il tour di Desire, l’album della canzone dedicata all’ex pugile ingiustamente accusato di omicidio, protagonista della tappa al Madison Square Garden di New York nota come la notte di Hurricane. Il luogo non segue il basso profilo tenuto finora ma è una scelta d’eccezione per celebrare i diritti umani, quegli eroi di tutti i giorni che fanno vite parallele, vedi i poliziotti in servizio che Dylan neanche lo riconoscono. E poi c’è anche Sara, che ho ascoltato mentre scrivevo queste righe pensando quello che penso sempre di Dylan, cioè che io non la reggo questa voce piena di sé. Poi, però, continuando a scrivere l’ho fatta ripartire altre tre volte e ho immaginato Shepard e Dylan incontrarsi nelle loro visioni. “Una cosa che mi colpisce delle canzoni di Dylan è la loro capacità di evocare immagini, scene intere che si materializzano in modo vivido mentre uno ascolta… Sarei curioso di sapere se in A simple twist of fate c’è qualcuno che vede lo stesso piccolo parco piovoso e la stessa panchina e la stessa luce gialla e la stessa coppia di persone che vedo io. O la stessa spiaggia in Sara; oppure lo stesso bar in Hurricane… Come fanno le immagini a diventare parole? Viceversa, come fanno le parole a diventare immagini? E come fanno a comunicarti qualcosa? È un miracolo.”